THERE IS NO PLACE LIKE HOME | 26/28 SETTEMBRE 2014 | VIA AURELIA ANTICA 425 | ROMA

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(Scroll down for the English version) 

E’ nato in modo spontaneo e dopo molti incontri il progetto There is No Place Like Home: mostra ‘aggregativa’ che prenderà avvio a Roma in via Aurelia Antica 425 dal 26 al 28 settembre 2014. Concepito come un sorta di ‘festival’, il progetto prevede un’estensione temporale (e umorale) inaspettata:  il programma, infatti, prevede un no-stop di 24 ore su 24 di azioni, performance e ‘atti imprevedibili’. Nata sotto il segno dell’ ‘incontro’  la mostra è stata concepita dalle idee di Stanislao Di Giugno, Giuseppe Pietroniro, Marco Raparelli e Alessandro Cicoria, con la collaborazione di Martina Adami, Giuliana Benassi, Davide Franceschini, Valeria Giampietro e Giulia Lopalco.

Vista l’immobilità della situazione romana – istituzionale e privata – questi artisti hanno deciso di compiere ‘un’atto d’amore’ verso la città e verso le amicizie che intercorrono tra gli artisti invitati, la maggior parte dei quali provenienti dal resto d’Italia e alcuni dall’estero. Tra gli invitati, infatti, alcune scelte sono cadute su artisti stranieri gravitanti a Roma  grazie al prolifico bacino delle residenze nelle Accademie.

Spiegano gli artisti  che questa è un progetto nato “dal desiderio di dare forma a un’azione aggregativa che meglio si potrebbe definire come un’occasione di partecipazione, un avvicinamento tra artisti attraverso la condivisione di un progetto autonomo che parte dall’individuo per presentarsi in forma corale. L’anima del progetto è del tutto sperimentale e si inserisce nella compagine strutturale del sistema “arte”, introducendo un cambiamento di rapporti tra le principali componenti chiamate in causa (curatore, artista, opera, spazio espositivo) e una conseguente riflessione sui valori di ciascun elemento, con l’intenzione di costruire una visione alternativa. Non ci sarà una regia critica a dettare un tema dominante, il luogo espositivo sarà mutevole e gli inviti saranno rivolti dagli artisti ad altri artisti. La mostra avrà come scenario un cantiere, una casa in costruzione senza muri, senza accessi convenzionali e dotata solo di elementi portanti: una metafora ideale di questo progetto in fieri che si costruirà nel tempo.”

Ventinove artisti Stefano Arienti, Simone Berti, Alessandro Cicoria, Eli Cortiñas, Stanislao Di Giugno, Lory Di Lillo, Flavio Favelli, Stefania Galegati Shines, VitoriaGasteiz, Daniele Genadry, goldiechiari, Thomas Hutton, Giovanni Kronenberg, Michaela M. Langenstein, Emiliano Maggi, Matteo Nasini, Norberto & Scintilla – Antonio Grulli, Nicola Pecoraro, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Cesare Pietroiusti, Giuseppe Pietroniro, Luigi Presicce, Daniele Puppi, Marco Raparelli, Max Renkel, Andrea Salvino, Alessandro Sarra, Corrado Sassi, Vedovamazzei presenteranno un lavoro e, in diversi orari che verranno comunicati di volta in volta, accoglieranno il pubblico con una performance.

La mostra è pensata come un cantiere in evoluzione dove si alterneranno performance, eventi e dibattiti. La mostra inaugura alle ore 22.30 di venerdì 26 settembre e durerà tre giorni consecutivi, anche nelle ore notturne.

Il catalogo di There is No Place Like Home sarà edito da Nero magazine.

Il progetto è stato realizzato con il patrocinio dell’American Academy in Rome, in collaborazione con Roma Art 2nights, il contributo di ATPDiary e Where’s Art e il sostegno di Edil Dama, Valentina Ciarallo Giubilarte, Ines Musumeci Greco, Spazio Mohoc, Marion Franchetti, Birra Menabrea, NEO comunicazione, Studio Geddes.

Inaugurazione: 26 settembre – ore: 22:30 Orario: h24

Info e contatti: thereisnoplaceshow@gmail.com

mob.+39 333 1230817 / +39 339 5214530

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There is No Place Like Home is a group exhibition, which is unusual for how it is curated and where it takes place. The exhibition will be a non-stop 24 hour temporary event curated by a group of artists who have spontaneously decided to join together to plan and organize a collective exhibition. It is conceived by Stanislao Di Giugno, Giuseppe Pietroniro Marco Raparelli and Alessandro Cicoria, in collaboration with Martina Adami, Giuliana Benassi, Davide Franceschini, Valeria Giampietro and Giulia Lopalco. The point of departure is a desire to give form to a collective action, an opportunity for artists to participate and share in this action. The project is experimental and introduces a change in the relationship between the main protagonists of the art system (curator, artist, artwork, exhibition space) and analyzes the value of each element, to provide an alternative approach. There will not be a curatorial direction proposing a theme for the show.

The exhibition will take place in a construction site where the base structure of the building is the exhibition space: there are no conventional entrances, just only structural architectural elements, as a metaphor for this ongoing project that will be built over time. Twenty-nine artists (Stefano Arienti, Simone Berti, Alessandro Cicoria, Eli Cortiñas, Stanislao Di Giugno, Lory Di Lillo, Flavio Favelli, Stefania Galegati Shines, Vitoria Gasteiz, Daniele Genadry, goldiechiari, Thomas Hutton, Giovanni Kronenberg, Michaela M. Langenstein, Emiliano Maggi, Matteo Nasini, Norberto & Scintilla – Antonio Grulli, Nicola Pecoraro, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Cesare Pietroiusti, Giuseppe Pietroniro, Luigi Presicce, Daniele Puppi, Marco Raparelli, Max Renkel, Andrea Salvino, Alessandro Sarra, Corrado Sassi, Vedovamazzei) exhibit work, at various times performances will be communicated. The exhibition is conceived in a construction site for its focus on the notion of evolution and openness. Performances, events and debates will be organized.

Catalogue will be published by Nero after the exhibition

The project was realized with the patronage of American Academy in Rome, the collaboration of Roma Art 2nights; with contribution of ATPDiary, and Where’s Art and the support of Edil Dama, Valentina Ciarallo Giubilarte, Ines Musumeci Greco, Spazio Mohoc, Marion Franchetti, Birra Menabrea, NEO comunicazione, Studio Geddes.

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