NEUROESTETICA # NEUROESTHETICS

Neuroestetica (o neuro-estetica) è una disciplina relativamente recente che approccia scientificamente lo studio delle percezioni estetiche. Il campo della neuroestetica è stato sperimentato da Semir Zeki, che dirige l’Istituto di neuroestetica alla University College di Londra.
Già nei secoli passati scrittori e filosofi hanno cercato di cogliere l’intima essenza di un’esperienza estetica e di definire il concetto di bellezza. Platone, Immanuel Kant, o storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann, per citarne alcuni. Eppure, queste importanti figure del pensiero occidentale non ha mai avuto la possibilità di vedere direttamente cosa succede nel nostro cervello quando, per esempio, siamo di fronte a un’opera d’arte. Oggi siamo in grado di fare questo. Anzi, la neuroestetica utilizza le tecniche di neuroscienze per spiegare e comprendere le esperienze estetiche a livello neurologico.

Ad esempio, la risonanza magnetica funzionale (fMRI) ha consentito la visualizzazione dell’attività cerebrale dal vivo, mentre svolgiamo un’azione, pensiamo, o ci emozioniamo. Insieme ad altre tecniche, la fMRI ha permesso lo studio del pattern di attivazione di diverse aree del cervello, rivelando che ciascuna delle strutture cerebrali è specializzato per uno o più compiti specifici, come l’elaborazione di stimoli sensoriali (visivo, tattile, uditive, ecc), la pianificazione e l’esecuzione di processi motori, o la percezione di determinati stimoli emotivi.

Neuroesthetics (or neuroaesthetics) is a relatively recent discipline that approaches scientifically to the study of aesthetic perceptions. The field of neuroesthetics was pioneered and named by Semir Zeki, who runs the Institute of Neuroesthetics at University College London.
Already in past centuries writers and philosophers tried to grasp the intimate essence of an aesthetic experience and to define the concept of beauty. Plato, Immanuel Kant, or art historian Johann Joachim Winckelmann, to name a few, come to mind. Still, these important figures of Western thought never had the opportunity to directly see what happens in our brain when, for example, we are in front of work of art. Today we can do this. Indeed, neuroesthetics uses the techniques of neuroscience in order to explain and understand the esthetic experiences at the neurological level.

 

For example, functional magnetic resonance imaging (fMRI) has permitted visualization of brain activity in vivo while we carry out an action, think, or become emotional. Together with other techniques, the fMRI has allowed the study of the pattern of activation of different areas of the brain, revealing that each of the cerebral structures is specialized for one or more specific tasks, like the elaboration of sensorial stimuli (visual, tactile, auditory, etc.), the planning and execution of motor processes, or the perception of determined emotional stimuli.

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